Sì, in alcuni casi selezionati, il terapista può integrare strumenti tecnologici nel percorso terapeutico. L’utilizzo della realtà virtuale, ad esempio, consente di simulare ambienti e situazioni in cui il bambino può esercitarsi in sicurezza, con un alto livello di coinvolgimento. La realtà aumentata, invece, arricchisce l’ambiente reale con stimoli visivi e interattivi utili per allenare attenzione, memoria e pianificazione. Tuttavia, la tecnologia è sempre al servizio della relazione terapeutica e mai sostitutiva dell’intervento umano.

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